Diciassette contrade e una piazza sola.
Questa è l'etichetta dedicata a Siena. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.
Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.
Nel Trecento i senesi decisero di ampliare la cattedrale fino a farne la più grande della cristianità, usando quella esistente come semplice transetto. Poi arrivò la peste del 1348 e il cantiere si fermò per sempre. Il muro rimasto in piedi è il Facciatone, e ci si sale.
Sono diciassette e funzionano come piccole comunità con un proprio territorio, una sede, un museo e un battesimo. Un senese nasce dentro una contrada e ci resta a vita: le rivalità storiche fra alcune di loro sono ancora molto sentite.
Tre giri di piazza, a pelo, senza sella. E può vincere anche un cavallo arrivato senza fantino, purché abbia ancora addosso la spennacchiera. Si corre il 2 luglio e il 16 agosto, e per i senesi non è una rievocazione ma la cosa più seria dell'anno.
Il selciato di Piazza del Campo è diviso in nove spicchi che convergono verso il Palazzo Pubblico. Ricordano il Governo dei Nove, i mercanti che amministrarono la città nel suo periodo migliore e che commissionarono quasi tutto quello che si vede oggi.
Secondo la leggenda la città fu fondata da Senio e Aschio, figli di Remo, in fuga da Roma e dallo zio Romolo. Per questo il simbolo di Siena è la lupa che allatta due gemelli, esattamente come a Roma.
Il pavimento del Duomo è fatto di cinquantasei tarsie di marmo realizzate nell'arco di sei secoli. Per proteggerlo resta coperto quasi tutto l'anno e viene scoperto solo per poche settimane, di solito tra agosto e ottobre.
I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

A forma di conchiglia e in pendenza, è una delle piazze più belle d'Europa. Ci si siede sul selciato come fanno tutti, e due volte l'anno diventa la pista del Palio.

Marmo bianco e nero a strisce, dentro e fuori. Da vedere la Libreria Piccolomini con gli affreschi del Pinturicchio e il pulpito di Nicola Pisano.

Ottantotto metri e 400 gradini stretti, con ingressi a numero chiuso. Dall'alto si vede la piazza intera e si capisce perché è fatta a conchiglia.

Dentro c'è il Museo Civico con l'Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti: un affresco che spiega, città alla mano, cosa succede quando si governa bene e cosa quando si governa male.

Quello che resta del duomo mai costruito. Si sale una scala a chiocciola molto stretta e si arriva su una passerella sospesa nel vuoto, con la vista migliore della città.

È stato uno dei primi ospedali d'Europa e ha funzionato per quasi mille anni. Oggi è un museo su più piani sotterranei, con gli affreschi del Pellegrinaio che raccontano la vita dei malati.
Otto tappe dentro le mura, circa 3 chilometri ma con parecchi saliscendi: Siena è costruita su tre colli. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.
Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.
Si arriva da uno dei vicoli e la piazza si apre tutta in una volta: è il modo giusto di vederla la prima volta. Prima delle dieci è ancora tranquilla, e la Fonte Gaia si guarda senza gente davanti.
2 minuti a piedi fino alla tappa 2
Vale soprattutto per la Sala dei Nove e l'Allegoria del Buon Governo. Prenditi qualche minuto davanti alla parte del Cattivo Governo: è la meno fotografata e la più impressionante.
2 minuti a piedi fino alla tappa 3
Quattrocento gradini in una scala molto stretta, con ingressi contingentati e zaini grandi non ammessi. Se soffri di claustrofobia, il Facciatone del pomeriggio dà una vista simile con molta meno fatica.
8 minuti a piedi fino alla tappa 4
Conviene il biglietto cumulativo, che comprende anche la Libreria Piccolomini, il Battistero e il Facciatone. Se ci sei tra fine agosto e ottobre, il pavimento è scoperto e cambia tutto.
4 minuti a piedi fino alla tappa 5
La via curva che collega il Campo al Duomo, con botteghe storiche e trattorie. Basta infilarsi in una traversa per trovare i posti dove mangiano i senesi invece che i pullman.
5 minuti a piedi fino alla tappa 6
Il vecchio ospedale, proprio davanti al Duomo. Si scende di piano in piano fino ai livelli più profondi: pochi turisti, aria fresca d'estate e una parte etrusca che quasi nessuno si aspetta.
4 minuti a piedi fino alla tappa 7
Si sale dal Museo dell'Opera e si finisce in cima al muro del duomo mai costruito. La passerella è stretta e senza riparo: da lì si vede la Torre del Mangia da pari altezza.
15 minuti a piedi fino alla tappa 8
I bastioni sono un parco pubblico dove i senesi vanno a correre e a portare i cani. Dal lato sud si vedono il Duomo e la Torre in controluce, con le colline dietro: è il posto giusto per chiudere.
Fine dell'itinerario
Tre cose da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Pasta larga fatta a mano con un ragù di cinghiale cotto per ore nel vino rosso. Il piatto delle colline senesi, e più fa freddo più ha senso.
Con La Tosca Rossa
Spaghettoni tirati a mano, conditi con pane raffermo tostato nell'olio e aglio. Nato come piatto dei poveri, quando il formaggio non c'era e si usava quello che avanzava.
Con La Tosca Bionda
Un dolce medievale compatto, con mandorle, canditi e un mix di spezie che arrivava dalle rotte commerciali. Si mangia a fette sottilissime, e nelle pasticcerie del centro si taglia ancora al momento.
Con La Tosca Oro
Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.
Siena è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.
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