Molto più della torre, e ci vuole poco a scoprirlo.
Questa è l'etichetta dedicata a Pisa. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.
Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.
Il terreno sotto la piazza è sabbia e argilla, e già al terzo piano la costruzione aveva iniziato a inclinarsi. I lavori furono interrotti per quasi un secolo, e fu proprio quella pausa a far assestare il terreno e a salvare la torre.
Quando ripresero a costruire, i capomastri provarono a raddrizzarla facendo i piani superiori leggermente storti dalla parte opposta. Il risultato è che la torre non è dritta né inclinata: è curva.
Nel 1990 la torre venne chiusa perché stava per cadere davvero. Per undici anni un gruppo di ingegneri ha tolto terreno da sotto il lato alto, centimetro dopo centimetro, recuperando circa 44 centimetri di pendenza. Oggi è considerata stabile per almeno due secoli.
Prima che l'Arno la insabbiasse, Pisa era una delle quattro repubbliche marinare, con una flotta che arrivava fino in Terra Santa. Negli anni Novanta, scavando vicino alla stazione di San Rossore, sono venute fuori decine di navi romane sepolte nel fango: oggi si possono vedere al Museo delle Navi Antiche.
L'ultima domenica di giugno le due metà della città, Tramontana e Mezzogiorno, si sfidano sul Ponte di Mezzo spingendo un carrello da sette tonnellate. Si va in scena in costume storico e la rivalità è tutt'altro che per finta.
La sera del 16 giugno le luci elettriche si spengono e i palazzi lungo l'Arno vengono illuminati da decine di migliaia di lumini a cera, montati su telai di legno che seguono le cornici delle facciate. Il riflesso sul fiume raddoppia tutto.
I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

Il campanile del duomo, alto 57 metri e inclinato di quasi quattro. Si può salire, ma gli ingressi sono a numero chiuso e i biglietti vanno presi in anticipo.

La cattedrale che ha dato il nome a tutto lo stile romanico pisano. Dentro, il pulpito di Giovanni Pisano e la lampada che secondo la leggenda ispirò Galileo.

Il più grande d'Italia. Ha un'acustica incredibile: ogni mezz'ora un custode canta qualche nota e l'eco resta sospesa per una decina di secondi.

Un cimitero a forma di chiostro, costruito attorno a un carico di terra portato dalla Terra Santa. Alle pareti restano gli affreschi del Trionfo della Morte.

Il centro politico della città prima dei Medici, ridisegnato dal Vasari. Oggi ospita la Scuola Normale, una delle università più selettive d'Europa.

Una chiesetta gotica in marmo appoggiata sul lungarno, piena di guglie e statue. Nell'Ottocento fu smontata pezzo per pezzo e ricostruita più in alto per salvarla dalle piene.
Otto tappe dalla Piazza dei Miracoli al tramonto sull'Arno, circa 4 chilometri in tutto. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.
Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.
Meglio arrivare presto: prima delle dieci il prato è quasi vuoto e il marmo bianco con la luce bassa è tutta un'altra cosa. C'è un biglietto unico che conviene rispetto ai singoli ingressi.
2 minuti a piedi fino alla tappa 2
Si sale in gruppi di quaranta persone ogni mezz'ora, quindi l'orario va scelto quando si compra il biglietto. I 251 gradini sono a chiocciola e la pendenza si sente sotto i piedi: da un lato sembra di salire, dall'altro di scendere.
3 minuti a piedi fino alla tappa 3
Le due parti della piazza che quasi tutti saltano, e che invece valgono la sosta. Nel Battistero chiedi quando è la prossima prova acustica: il custode canta e l'eco fa il resto.
12 minuti a piedi fino alla tappa 4
Qui la città cambia registro: niente turisti in fila, solo studenti che entrano ed escono dalla Normale. Guarda la facciata graffita del Palazzo della Carovana, è piena di dettagli.
5 minuti a piedi fino alla tappa 5
La via porticata dello shopping pisano, con trattorie e banconi dove si mangia in piedi. Poco più in là c'è Piazza delle Vettovaglie, il mercato: di giorno frutta e verdura, di sera il ritrovo degli universitari.
15 minuti a piedi fino alla tappa 6
Dentro gli Arsenali Medicei sono esposte le navi romane ritrovate durante gli scavi della stazione di San Rossore, con tutto quello che c'era a bordo. È il museo meno affollato della città e forse il più sorprendente.
18 minuti a piedi fino alla tappa 7
Piccolissima e piena di guglie, appoggiata sul bordo del fiume come un reliquiario. Da qui si prosegue lungo l'Arno camminando sul lungarno sud.
10 minuti a piedi fino alla tappa 8
È il punto esatto in cui a giugno si gioca il Gioco del Ponte. Il sole cala dritto lungo l'Arno e i palazzi sui lungarni si accendono di rosa: il momento migliore della giornata per una foto.
Fine dell'itinerario
Tre piatti tipici da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Farina di ceci, acqua e olio, cotta in teglia nel forno a legna finché non fa la crosticina. Si mangia calda a fette, spolverata di pepe, e a Pisa la infilano anche dentro la focaccia.
Con La Tosca Bianca
Una zuppa densa di cavolo nero, fagioli e farina di mais, nata a bordo delle navi e finita nelle case di città. Piatto invernale, sostanzioso, di quelli che tengono in piedi fino a sera.
Con La Tosca Rossa
Il piatto pisano per eccellenza: baccalà stufato lentamente con porri e pomodoro. Si trova ancora nelle trattorie storiche, di solito il venerdì.
Con La Tosca Bionda
Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.
Pisa è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.
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