Piazza Grande ad Arezzo

Arezzo

Una piazza in salita e sei secoli di affreschi.

Questa è l'etichetta dedicata ad Arezzo. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.

1025Guido d'Arezzo dà il nome alle note musicali
1304nasce qui Francesco Petrarca
1968nasce la Fiera Antiquaria, la più antica d'Italia
97.000abitanti

Curiosità su Arezzo

Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.

Le note musicali nascono qui

Nell'XI secolo il monaco Guido d'Arezzo inventò il modo di scrivere la musica su righe e diede un nome alle note prendendo le sillabe iniziali dei versi di un inno a San Giovanni: Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La. Il primo Ut diventò Do solo secoli dopo.

La Chimera se l'è portata via Firenze

Nel 1553, scavando fuori Porta San Lorentino, saltò fuori un bronzo etrusco straordinario: un leone con la testa di capra sulla schiena e la coda a serpente. Cosimo I lo fece portare subito a Firenze, dov'è ancora oggi. Ad Arezzo è rimasta una copia.

La Giostra del Saracino

Due volte l'anno i quattro quartieri della città si sfidano a colpi di lancia contro un manichino che gira su un perno e restituisce il colpo. Non è una rievocazione recente: si corre in Piazza Grande da secoli, e il campanile scandisce ancora il conto.

Una piazza che non è mai in piano

Piazza Grande ha una pendenza notevole e nessun lato uguale all'altro: portici, torri e logge del Vasari messi insieme in epoche diverse. Roberto Benigni ci ha girato molte scene de La vita è bella, compresa quella della bicicletta.

Piero della Francesca in una chiesa qualunque

Dentro la Basilica di San Francesco, in un coro che da fuori non lascia immaginare niente, c'è la Leggenda della Vera Croce: uno dei cicli di affreschi più importanti del Rinascimento. Si entra a gruppi contingentati, quindi meglio prenotare.

La città dell'oro

Attorno ad Arezzo c'è uno dei distretti orafi più grandi d'Europa: buona parte dell'oro lavorato in Italia passa da qui. È un'industria poco visibile in centro, ma è quella che regge l'economia della zona.

I must da vedere ad Arezzo

I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

Piazza Grande

Piazza Grande

In pendenza, con quattro lati tutti diversi: il Palazzo delle Logge del Vasari, l'abside della Pieve, le case-torri. La prima domenica del mese si riempie dei banchi dell'antiquariato.

Circa 45 minuti · Piazza Grande
Basilica di San Francesco

Basilica di San Francesco

Custodisce gli affreschi di Piero della Francesca sulla Leggenda della Vera Croce. L'ingresso al coro è a numero chiuso e con orari precisi: conviene prenotare online.

Circa 1 ora · Piazza San Francesco
Pieve di Santa Maria

Pieve di Santa Maria

Facciata romanica a colonnine sovrapposte, tutte diverse tra loro, e un campanile detto delle cento buche. L'abside affaccia direttamente su Piazza Grande.

Circa 45 minuti · Corso Italia
Duomo di San Donato

Duomo di San Donato

Gotico e altissimo, costruito nell'arco di tre secoli nel punto più alto della città. Dentro ci sono le vetrate di Guillaume de Marcillat e una Maddalena di Piero della Francesca.

Circa 1 ora · Piazza del Duomo
Anfiteatro romano di Arezzo

Anfiteatro romano

L'ellisse del II secolo è ancora leggibile in mezzo alla città moderna. Accanto c'è il Museo Archeologico, con la collezione dei vasi corallini che rese famosa Arezzo nell'antichità.

Circa 1 ora e mezza · Via Margaritone
Fortezza Medicea

Fortezza Medicea

Un pentagono di bastioni sopra la città, accanto al parco del Prato. Si entra gratis e dai camminamenti si vede tutta la Valdichiana.

Circa 45 minuti · Viale Bruno Buozzi

Un giorno a piedi

Otto tappe dal basso verso l'alto, circa 3 chilometri. Arezzo è tutta in salita: si parte dall'anfiteatro e si finisce sulla fortezza, così la pendenza si fa una volta sola. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.

1 2 3 4 5 6 7 8

Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.

Anfiteatro romano

Si comincia dal punto più basso, a due passi dalla stazione. Il museo è dentro un ex convento costruito sopra le gradinate romane, e conserva i vasi corallini che duemila anni fa venivano esportati in tutto l'impero.

10 minuti a piedi, in salita, fino alla tappa 2

Gli affreschi di Piero della Francesca

La visita al coro dura mezz'ora ed è a gruppi ridotti: senza prenotazione si rischia di aspettare a lungo o di non entrare. Vale ogni minuto, perché gli affreschi si guardano da vicino.

6 minuti a piedi fino alla tappa 3

Pieve di Santa Maria

Guarda la facciata dal basso: le colonnine dei tre ordini sono tutte diverse, scolpite una per una. Poi entra e attraversa la chiesa fino all'uscita posteriore, che dà direttamente sulla piazza.

2 minuti a piedi fino alla tappa 4

Piazza Grande

Mettiti sotto le Logge del Vasari e guarda la piazza in salita: è la stessa inquadratura di tante scene di cinema. Se ci sei la prima domenica del mese, qui c'è la Fiera Antiquaria.

3 minuti a piedi fino alla tappa 5

Le vie attorno a Corso Italia hanno trattorie normali, dove i grifi e le zuppe compaiono ancora nel menù del giorno. Sui lati della piazza si mangia bene ma si paga la vista.

8 minuti a piedi, in salita, fino alla tappa 6

Duomo di San Donato

Cerca la Maddalena di Piero della Francesca sulla parete sinistra: è piccola e senza cartelli vistosi, e molti le passano davanti senza accorgersene. Le vetrate cinquecentesche valgono da sole la salita.

8 minuti a piedi fino alla tappa 7

Casa Museo di Vasari

Vasari comprò questa casa e la decorò da solo, stanza per stanza. È piccola, quasi mai affollata, e fa capire che tipo fosse l'uomo che ha inventato il mestiere dello storico dell'arte.

12 minuti a piedi fino alla tappa 8

Fortezza Medicea al tramonto

Il punto più alto della città, con il parco del Prato accanto e la Valdichiana che si apre sotto. Gli aretini ci vengono a correre e a portare i bambini: l'ingresso non si paga.

Fine dell'itinerario

Cosa mangiare ad Arezzo

Tre cose da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Grifi all'aretina

Grifi all'aretina

Muso di vitello cotto per ore con pomodoro, aglio e vino bianco. Piatto di recupero diventato la specialità cittadina: si serve con la polenta o con il pane.

Con La Tosca Rossa
Tortello alla lastra

Tortello alla lastra

Una sfoglia sottile ripiena di patate, pancetta e formaggio, cotta su una lastra di pietra rovente. Viene dal Casentino e dalle valli sopra Arezzo, e si mangia con le mani.

Con La Tosca Bianca
Baldino, il castagnaccio aretino

Baldino

Il castagnaccio come lo chiamano da queste parti: farina di castagne, olio, pinoli e rosmarino, basso e senza zucchero aggiunto. Dolce d'autunno, quando nei boschi del Casentino si raccolgono le castagne.

Con La Tosca Oro
Le quattro birre La Tosca: Bionda, Bianca, Rossa e Oro

Scopri le nostre birre

Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.

Dodici etichette, dodici luoghi

Arezzo Lucca Collodi Pistoia Firenze Pisa Livorno San Gimignano Siena Val d'Orcia Grosseto Isola d'Elba

Arezzo è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.

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