Un esagono di mura in mezzo alla Maremma.
Questa è l'etichetta dedicata a Grosseto. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.
Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.
Grosseto è una delle pochissime città italiane con la cinta muraria ancora intera. Nell'Ottocento, invece di abbatterla come si faceva ovunque, Leopoldo II ci fece piantare gli alberi e la trasformò in una passeggiata pubblica. Oggi ci si cammina sopra tutto intorno alla città.
Fino a due secoli fa la Maremma era acquitrino e malaria, tanto che d'estate la si abbandonava. Le bonifiche cominciate dai Lorena hanno prosciugato la piana e reso la zona abitabile: è per questo che i grossetani chiamano Leopoldo II con un soprannome affettuoso, Canapone.
Nel 1890 il circo di Buffalo Bill arrivò in Italia e sfidò chiunque a domare i suoi cavalli. Si presentarono i butteri, i mandriani a cavallo della Maremma. Vinsero loro, e la storia da queste parti si racconta ancora.
Prima di Grosseto c'era Roselle, una delle dodici città della lega etrusca, poi diventata romana. Restano le mura ciclopiche, l'anfiteatro e le strade lastricate, in mezzo agli ulivi e senza quasi nessun visitatore.
Nel Parco della Maremma pascolano ancora le vacche maremmane dalle corna lunghissime e i cavalli della stessa razza, sorvegliati dai butteri. Non è una ricostruzione per turisti: è il modo in cui si alleva qui da secoli.
I chilometri di pini che separano la spiaggia dalla campagna non sono spontanei: furono piantati per fare da barriera contro il vento salmastro e proteggere i campi bonificati. Oggi sono l'ombra in cui tutti parcheggiano d'estate.
I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

Un esagono di tre chilometri con sei bastioni, percorribile tutto in cima tra i lecci. Il giro completo è pianeggiante e si fa in poco più di mezz'ora.

Facciata a fasce bianche e rosa su Piazza Dante, la piazza dove i grossetani si danno appuntamento. All'esterno, i simboli degli evangelisti sugli angoli.

Raccoglie tutto quello che è uscito dagli scavi della Maremma, da Roselle a Vetulonia. È il modo migliore per capire cosa c'era qui prima delle bonifiche.

Mura etrusche fatte di blocchi enormi, un anfiteatro romano e le strade ancora al loro posto, su una collina sopra la piana. Si gira liberamente tra gli ulivi.

Pinete, dune e spiagge selvagge tra Alberese e Talamone. Si entra solo a piedi o in bici lungo sentieri numerati, e in alcuni periodi va prenotato.

Un borgo murato con il castello in cima e il porto canale sotto. Ci si arriva in venti minuti dalla città ed è il posto dove i grossetani vanno la sera.
Otto tappe dal centro storico alla costa. Il centro si gira a piedi, ma per Roselle, il parco e il mare serve la macchina: qui le distanze sono vere. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.
Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.
Si sale sui bastioni e si fa il perimetro completo all'ombra dei lecci: mezz'ora di passeggiata pianeggiante che dà subito l'idea di quanto sia raccolto il centro. Al Bastione Fortezza c'è il punto più bello.
5 minuti a piedi fino alla tappa 2
La piazza principale, con la statua di Canapone al centro: raffigura Leopoldo II che schiaccia la malaria, ed è il monumento più significativo della città. Un caffè ai tavolini e si va avanti.
5 minuti a piedi fino alla tappa 3
Un'ora qui rende molto di più la visita a Roselle di lì a poco: si vedono gli oggetti trovati negli scavi e si capisce chi ci viveva. Il piano dedicato agli etruschi è il più ricco.
15 minuti in auto fino alla tappa 4
Si cammina su una strada romana vera, tra le mura etrusche fatte di massi ciclopici. Non c'è quasi ombra, quindi d'estate meglio andarci presto o tenersi il cappello.
30 minuti in auto fino alla tappa 5
Il paese all'ingresso del parco, con qualche trattoria e le aziende agricole che vendono direttamente. È il posto giusto per l'acquacotta o un piatto di carne maremmana.
10 minuti in auto fino alla tappa 6
Dal centro visite parte il bus navetta per i sentieri. Quello che porta alle rovine dell'abbazia di San Rabano è il più impegnativo, quello verso la spiaggia di Collelungo il più semplice. In alcuni periodi l'ingresso va prenotato.
30 minuti in auto fino alla tappa 7
Sabbia chiara e la pineta subito dietro, con la pista ciclabile che corre fino a Castiglione. Se il tempo è poco, si può anche solo attraversarla in bici lungo il mare.
20 minuti in auto fino alla tappa 8
Si sale al borgo murato mentre il sole cala sul porto canale, poi si scende a mangiare qualcosa lungo la darsena. Nelle sere limpide si vede l'Elba all'orizzonte.
Fine dell'itinerario
Tre cose da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Cipolle, sedano, pomodoro e pane raffermo, con un uovo in camicia sopra. Nata come cena dei butteri e dei carbonai, che cucinavano con quello che trovavano nei campi.
Con La Tosca Bionda
Grandi quadrati di sfoglia ripieni di ricotta e spinaci, conditi con burro e salvia oppure con il ragù. Il primo piatto della domenica in tutta la provincia.
Con La Tosca Bianca
Agnello cotto a lungo con vino, aglio e pomodoro, servito con fette di pane abbrustolito nel sugo. Piatto delle feste, di quelli che si trovano solo nelle trattorie di paese.
Con La Tosca Rossa
Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.
Grosseto è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.
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