Una città disegnata a tavolino e aperta a chiunque.
Questa è l'etichetta dedicata a Livorno. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.
Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.
Livorno non è cresciuta poco alla volta come le altre città toscane: nel Cinquecento era un villaggio di pescatori, poi i Medici incaricarono Buontalenti di progettarla da zero. Ne uscì una pianta a pentagono, con le strade dritte e i canali attorno.
Con le Leggi Livornine chi si trasferiva qui otteneva libertà di culto e il perdono per i debiti passati. Arrivarono ebrei sefarditi, greci, armeni, inglesi, olandesi e turchi: per questo Livorno ha ancora chiese e cimiteri di mezza dozzina di fedi diverse.
La Venezia Nuova fu tirata su nel Seicento da maestranze veneziane, con i canali al posto delle strade. I magazzini dei mercanti avevano l'ingresso sull'acqua, e ancora oggi il quartiere si gira meglio in battello che a piedi.
Nel 1984 il Comune fece dragare un fosso cercando le sculture che Modigliani avrebbe buttato in acqua. Ne saltarono fuori tre, e i critici le dichiararono autentiche. Poco dopo tre studenti mostrarono in televisione come le avevano fatte, con un trapano, in un pomeriggio.
Caffè bollente, rum, zucchero e una scorza di limone che qui si chiama vela. Nasce dal punch dei mercanti inglesi, adattato con quello che c'era in porto. Si beve in piedi al bancone, in bicchierini di vetro spesso.
Una per ogni tipo di pesce che ci deve andare dentro, secondo la regola che i livornesi ripetono sempre. È un piatto nato in porto per usare il pescato invendibile, e ogni famiglia giura di avere la ricetta giusta.
I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

Una scacchiera bianca e nera di piastrelle affacciata sul mare, con la balaustra e i lampioni. È il salotto della città e il posto dove tutti vanno a camminare la sera.

Canali, ponti e palazzi seicenteschi nel cuore della città. Si gira a piedi o in battello, e la sera i locali sui fossi si riempiono.

Mattoni rossi affacciati sul porto, con dentro una torre pisana molto più antica del resto. Si entra gratis e si sale sui bastioni a guardare le navi.

Uno dei mercati coperti più grandi d'Europa, con banchi di pesce che arrivano direttamente dal porto. Aperto solo la mattina, chiuso la domenica.

Il monumento simbolo della città, con Ferdinando I sopra e quattro prigionieri incatenati alla base. Da un punto preciso della piazza i quattro nasi si allineano tutti: i livornesi sanno esattamente dove mettersi.

Sopra la città, raggiungibile con una funicolare del 1908. Dentro c'è la Galleria degli ex voto, centinaia di quadretti dipinti da chi è scampato a naufragi e incidenti.
Otto tappe dal porto alla Terrazza, con una parentesi in collina. Il centro si fa a piedi, per Montenero serve il bus e poi la funicolare. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.
Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.
Si comincia dal punto dove è nata la città, con le navi che entrano ed escono dal porto sotto i bastioni. L'ingresso è libero e la mattina presto c'è solo qualche pescatore.
8 minuti a piedi fino alla tappa 2
Cerca il punto da cui i quattro nasi si allineano su una linea sola: è a pochi passi dal monumento e sul selciato non c'è nessun segno. Chiedilo a qualcuno del posto, te lo indica volentieri.
6 minuti a piedi fino alla tappa 3
I giri sui fossi durano un'ora e passano sotto i ponti e dentro le cantine dei palazzi, dove le barche entravano a scaricare le merci. È il modo per cui il quartiere è stato costruito.
10 minuti a piedi fino alla tappa 4
Duecento metri di banchi sotto una struttura in ghisa e vetro dell'Ottocento. Il reparto del pesce è quello che vale il viaggio, ma bisogna arrivarci entro l'ora di pranzo perché il pomeriggio è chiuso.
5 minuti a piedi fino alla tappa 5
È il piatto per cui si viene a Livorno, ma va ordinato dove lo fanno tutti i giorni: le trattorie attorno al mercato e nei fossi sono la scelta giusta. Porzione unica e abbondante, meglio arrivarci affamati.
25 minuti tra bus e funicolare fino alla tappa 6
La funicolare sale in pochi minuti fino al santuario. Dentro, la Galleria degli ex voto è una parete dopo l'altra di quadretti ingenui che raccontano naufragi, cadute e incidenti scampati: si guarda molto più a lungo del previsto.
30 minuti in bus fino alla tappa 7
Sta sul lungomare, a due passi dalla Terrazza, ed è la tappa giusta se ci sono bambini. Le vasche del Tirreno raccontano il mare che si ha davanti, non uno tropicale qualsiasi.
6 minuti a piedi fino alla tappa 8
La scacchiera si riempie di gente che cammina, corre o sta seduta sulla balaustra a guardare il mare. Il sole cala dritto davanti e nelle giornate limpide si vedono le isole: è il modo in cui i livornesi chiudono la giornata da sempre.
Fine dell'itinerario
Tre cose da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Zuppa di pesce con pomodoro, aglio e peperoncino, servita sopra il pane strofinato. Ci vanno i pesci di scoglio, i molluschi e i crostacei, cotti in tempi diversi perché arrivino insieme.
Con La Tosca Rossa
Torta di ceci dentro una focaccina chiamata francesino, con una spolverata di pepe. Il nome viene da quando costava cinque centesimi di torta e cinque di pane: è la merenda dei portuali.
Con La Tosca Bionda
Cotte intere nel pomodoro con aglio e prezzemolo, senza farina e senza fronzoli. Semplice al punto che si capisce subito se il pesce era fresco.
Con La Tosca Bianca
Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.
Livorno è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.
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