Una città intera racchiusa dentro le sue mura.
Questa è l'etichetta dedicata a Lucca. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.
Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.
Costruite nel Cinquecento per resistere ai cannoni, non hanno mai subito un assedio. L'unica volta che sono servite davvero fu nel 1812: il Serchio straripò e i lucchesi chiusero le porte della città, tenendo l'acqua fuori.
Piazza dell'Anfiteatro è costruita esattamente sopra l'anfiteatro romano. Nel Medioevo la gente tirò su le case usando i resti come fondamenta, seguendone la curva: per questo oggi la piazza è ovale e le facciate sembrano appoggiarsi l'una all'altra.
In cima alla Torre Guinigi, a quarantacinque metri d'altezza, cresce un piccolo giardino con sette lecci. È un'idea del Quattrocento: le famiglie ricche mostravano la propria ricchezza anche così, e quella dei Guinigi è l'unica rimasta.
Nel Duomo si conserva un crocifisso ligneo che secondo la leggenda fu scolpito da Nicodemo e arrivò a Lucca su una barca senza equipaggio. Nel Medioevo era così famoso che Guglielmo il Conquistatore ci giurava sopra.
Giacomo Puccini è nato qui nel 1858, in una famiglia che dava organisti alla cattedrale da quattro generazioni. La casa natale è un museo e d'estate il Lucca Summer Festival porta i concerti dentro le mura.
Ogni anno a fine ottobre la città ospita uno dei più grandi festival di fumetti e giochi al mondo. Per cinque giorni le strade si riempiono di stand e di persone in costume, e trovare da dormire diventa un'impresa.
I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

Quattro chilometri di bastioni trasformati in passeggiata alberata. Si fanno a piedi in un'ora o in bici in venti minuti, e ci sono noleggi vicino a ogni porta.

Un ovale perfetto di case colorate, con quattro archi bassi come unici accessi. Ci si entra e sembra di essere dentro un cortile chiuso, non in una piazza.

La torre con il bosco in testa. Sono 230 gradini, ma dall'alto si vedono tutti i tetti rossi della città e le colline attorno.

La facciata ha tre ordini di logge tutte diverse tra loro. Dentro ci sono il Volto Santo e il sepolcro di Ilaria del Carretto, uno dei ritratti funebri più belli del Rinascimento.

Sorge dove c'era il foro romano e ha una facciata altissima, molto più della chiesa che copre: i soldi finirono prima di poter alzare anche il resto.

La strada principale del centro, stretta e piena di negozi storici con le insegne originali. A metà c'è la Torre delle Ore, dove si sale a vedere il meccanismo dell'orologio ancora caricato a mano.
Otto tappe tutte dentro le mura, meno di 4 chilometri in tutto e nemmeno una salita. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.
Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.
Il modo giusto per capire la forma della città prima di entrarci dentro. I noleggi aprono verso le nove e costano pochi euro l'ora: dall'alto si vedono i giardini privati che dalla strada non si immaginano nemmeno.
5 minuti a piedi fino alla tappa 2
Si entra da uno dei quattro archi bassi e l'effetto sorpresa funziona sempre. Guarda i muri esterni girando intorno alla piazza: si vedono ancora i blocchi dell'anfiteatro romano inglobati nelle case.
4 minuti a piedi fino alla tappa 3
La via dello struscio lucchese, con le botteghe storiche e le insegne in ferro battuto. A metà strada si sale sulla Torre delle Ore, dove l'orologio viene ancora caricato a mano tutti i giorni.
5 minuti a piedi fino alla tappa 4
Duecentotrenta gradini fino al giardino sospeso. Se hai già fatto la Torre delle Ore la salita si sente, ma la vista sui tetti da qui è la migliore della città.
6 minuti a piedi fino alla tappa 5
Meglio spostarsi di qualche via rispetto alle piazze principali: nelle strade laterali le trattorie sono le stesse dove mangiano i lucchesi, e i tordelli costano la metà.
7 minuti a piedi fino alla tappa 6
La chiesa sta dove i romani avevano il foro, e la sua facciata è volutamente sproporzionata. A due passi c'è la casa natale di Puccini, con gli spartiti e il pianoforte su cui scrisse Turandot.
8 minuti a piedi fino alla tappa 7
Prima di entrare, cerca il labirinto inciso su un pilastro del portico: lo toccavano i pellegrini prima di entrare. Dentro ci sono il Volto Santo e la tomba di Ilaria del Carretto.
12 minuti a piedi fino alla tappa 8
Si risale sulle mura dal lato ovest, verso il baluardo San Paolino. È il punto dove il sole cala dietro le colline e dove i lucchesi vanno a correre o a portare i figli: la città che si guarda da sola.
Fine dell'itinerario
Tre cose da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Mezzelune di pasta ripiene di carne, pane e spezie, condite con il ragù. Sono il piatto della domenica e delle feste, e ogni famiglia ha la sua versione del ripieno.
Con La Tosca Rossa
Farro della Garfagnana cotto con fagioli, verdure e un osso di prosciutto. Piatto contadino nato in montagna e sceso in città, denso al punto che il cucchiaio ci sta in piedi.
Con La Tosca Bionda
Un pane dolce con uvetta e semi di anice, a ciambella o a filone. C'è un detto lucchese secondo cui chi viene a Lucca e non assaggia il buccellato è come se non ci fosse mai stato.
Con La Tosca Bianca
Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.
Lucca è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.
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