Una città che si gira a piedi e non finisce mai.
Questa è l'etichetta dedicata a Firenze. Qui sotto trovi le curiosità, i posti da vedere, un giro di un giorno e cosa mangiare.
Sei storie che di solito nessuno racconta, ma che rendono la visita molto più divertente.
Guardando i palazzi del centro si notano delle finestrelle basse, con l'arco in pietra. Nel Cinquecento le famiglie nobili le usavano per vendere il vino delle loro tenute direttamente in strada. Ne sono rimaste più di 150 e qualcuna ha riaperto: ci puoi ancora ordinare un bicchiere.
Il Corridoio Vasariano è un passaggio coperto lungo un chilometro che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando sopra il Ponte Vecchio. Serviva ai Medici per spostarsi senza mescolarsi alla folla.
Fino al Cinquecento sul Ponte Vecchio c'erano i macellai, e l'odore arrivava dritto nel corridoio dei Medici. Ferdinando I li mandò via e al loro posto mise gli orefici. Sono ancora lì dopo quattro secoli.
Nel 1817 lo scrittore francese Stendhal uscì da Santa Croce con le vertigini e il cuore a mille. Da lui prende il nome il malessere che può venire davanti a troppa bellezza tutta insieme. All'ospedale di Santa Maria Nuova capita ancora qualche caso ogni anno.
Michelangelo lo scolpì per un contrafforte del Duomo, a ottanta metri d'altezza. Quando nel 1504 lo videro finito capirono che lassù non l'avrebbe ammirato nessuno e lo misero in Piazza della Signoria. Quello che si vede oggi è una copia: l'originale è alla Galleria dell'Accademia.
La famosa "c" aspirata trasforma le parole in un soffio: la frase da provare è "la Coca-Cola con la cannuccia corta corta". E se qualcuno ti dà del bischero, di solito è affettuoso.
I sei posti che non si possono saltare, con il tempo che serve per visitarli.

La cattedrale di Santa Maria del Fiore con la cupola del Brunelleschi, in piedi dal 1436. Chi se la sente può salire i 463 gradini fino in cima.

Il ponte più famoso della città, l'unico rimasto in piedi dopo la guerra. Sopra ci sono le botteghe degli orafi, aperte da secoli.

Botticelli, Leonardo, Caravaggio, Michelangelo, uno dopo l'altro. Conviene prenotare online: le file all'ingresso sono lunghe tutto l'anno.

È ancora il municipio di Firenze. Dentro si visitano il Salone dei Cinquecento e, sottoterra, i resti del teatro romano.

Qui riposano Michelangelo, Galileo, Machiavelli e Rossini. La piazza davanti a giugno diventa il campo del Calcio Storico.

Il punto da cui si vede tutta Firenze. Il momento migliore è poco prima del tramonto, meglio se si sale a piedi dalle rampe del Poggi.
Otto tappe dal Duomo al tramonto sull'Arno, circa 5 chilometri in tutto. Tocca un numero sulla mappa per aprire la tappa.
Lo schema serve solo a seguire l'ordine delle tappe.
Meglio arrivare presto: alle nove la piazza è ancora tranquilla e la luce sulla facciata è la migliore della giornata. Per salire sulla cupola serve prenotare con largo anticipo, altrimenti non si entra.
5 minuti a piedi fino alla tappa 2
Una piazza piena di statue che si possono guardare gratis: la Loggia dei Lanzi, il Perseo del Cellini e la copia del David davanti a Palazzo Vecchio. L'ingresso degli Uffizi è a cinquanta metri.
7 minuti a piedi fino alla tappa 3
Al piano terra i banchi storici di frutta, carne e formaggi. Al primo piano si mangia, dalla mattina fino a tarda sera. Vale la pena entrare anche solo per la struttura in ferro e vetro del 1874.
12 minuti a piedi fino alla tappa 4
Basta attraversare il fiume per cambiare aria. Santo Spirito e San Frediano sono i quartieri delle botteghe artigiane, con trattorie più tranquille e prezzi più onesti rispetto al centro.
10 minuti a piedi fino alla tappa 5
Se il tempo è poco si può visitare solo il giardino: undici ettari di viali, fontane e statue, con una bella vista sulla città. D'estate è anche l'unico posto in centro dove si trova ombra.
15 minuti a piedi fino alla tappa 6
Si attraversa comunque per tornare in centro. Per la foto migliore però conviene spostarsi cento metri più in là, su Ponte Santa Trinita: da lì si vede tutto il ponte con le sue botteghe.
8 minuti a piedi fino alla tappa 7
L'ultima chiesa della giornata, e forse la più interessante: dentro ci sono le tombe di Michelangelo, Galileo e Machiavelli. Attorno alla piazza ci sono parecchi bar per una sosta.
25 minuti a piedi, in salita, fino alla tappa 8
Il modo migliore per chiudere la giornata. In una ventina di minuti la città passa dall'arancione al blu e non si paga niente. Al bar del piazzale c'è quasi sempre fila, meglio portarsi qualcosa da bere.
Fine dell'itinerario
Tre piatti tipici da provare almeno una volta, con la birra che ci sta meglio.

Carne di Chianina, taglio alto almeno quattro dita, cottura al sangue. Si ordina a peso e di solito si divide in due, perché una porzione è abbondante per chiunque.
Con La Tosca Rossa
Il piatto di strada per eccellenza, servito dai trippai in giro per la città: pane inzuppato nel brodo, salsa verde e un po' di piccante. Costa poco e si mangia in piedi.
Con La Tosca Oro
Zuppa di pane raffermo, cavolo nero e fagioli, nata in campagna per non buttare via niente. Il nome viene dal fatto che si prepara il giorno prima e si riscalda: è allora che dà il meglio.
Con La Tosca Bionda
Quattro birre artigianali toscane — Bionda, Bianca, Rossa e Oro — prodotte nel Birrificio di Buti con malto del territorio. Non filtrate, non pastorizzate.
Firenze è quella che hai trovato. Le altre undici sono là fuori, ognuna con il suo disegno e la sua pagina.
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